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| ALESSANDRIA (Egitto) Vedi le immagini Fu cronista fedele Erodoto quando nel 450 a.C. ne descrisse le bellezze. Ne aveva parlato anche Strabone, ne raccontano i fasti molte tragedie greche, ma mai prima d'ora se n'era trovata traccia: e invece, adagiata sul fondo del Mediterraneo, Herakleion dorme da oltre 1.300 anni, insieme a Canopo e Menouthis. I resti delle città perdute sono stati individuati da un gruppo di archeologi nella Baia di Abu Qir, a sei chilometri dalla costa. Case e templi ben conservati, le infrastrutture dei porti e gigantesche statue testimoniano la grandezza delle antiche civiltà, sepolte dalla furia di un terremoto potentissimo, tra il Settimo e l'Ottavo secolo dopo Cristo, un migliaio d'anni dopo la loro fondazione.Gli studiosi francesi hanno presentato oggi ad Alessandria i risulati di due anni di ricerche subacquee condotte da Franck Goddio e dalla sua equipe. Ricerche condotte con sofisticate tecnologie e con le onde magnetiche che sono servite a disegnare una mappa delle città sommerse. Herakleion, Canopo e Menouthis erano centri culturali, oltre che fiorenti porti commerciali, eclissati poi da Alessandria sorta nel 301 a.C., ma erano soprattutto famose per gli sfarzosi templi a Iside e Osiride che ne fecero meta di pellegrinaggio da tutto l'Egitto. Secondo una prima analisi dei ritrovamenti, da questa straordinaria scoperta si avrebbe anche la conferma dell'origine egiziana dell'oroscopo: lo zodiaco, con i suoi 12 segni, fu la sintesi fatta 2.500 anni fa tra le conoscenze astrologiche degli assiri e la concezione faraonica del calendario. Questa ipotesi è basata sul ritrovamento nel Mediterraneo di parti mancanti del celebre "Naos delle Decadi", una cappella di granito nero di cui un frammento - scoperto nel 1777 sempre ad Abu Qir - è esposto al Louvre, mentre altri sono nel museo greco romano di Alessandria.  Durante la conferenza stampa con cui è stata rivelata la scoperta, gli archeologi hanno mostrato la testa in basalto di un faraone e una statua in granito nero a grandezza naturale, ma senza capo, della dea Iside. "Laggiù c'è un'intera città, congelata appena in tempo", ha spiegato Goddio. E a quanto pare sarà lasciata dove si trova adesso: gli scienziati hanno assicurato che saranno portati via pochi pezzi, che andranno probabilmente ad arricchire le collezioni dei musei egiziani, ma i fasti di Herakleion resteranno per sempre in fondo al Mediterraneo        (3 giugno 2000) Notizia tratta dal sito di La .repubblica Edited by kiccasinai - 8/6/2008, 11:14 |
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